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Qualche anno dopo dovetti scegliere come trascorrere le mie prime vacanze da separata, 20 giorni senza figlio e marito, in terrorizzante ed euforica solitudine. La separazione, dolorosa e inevitabile, mi regalava questo programma che mi prese letteralmente la testa quattro mesi prima. Lessi tutte le guide a disposizione, trovai molte notizie su internet, da blog melensi a diari ultra pratici, e mi disposi a partire da sola, io per nulla sportiva né indipendente. Feci un considerevole investimento in attrezzatura: zaino ultra tecnico per tenere la schiena nella postura corretta, ottimi scarponi leggerissimi ma indistruttibili, abbigliamento adatto ad asciugarsi in brevissimo tempo, mi iscrissi anche ad un corso di yoga molto utile per rafforzare la schiena, distendere muscoli ed imparare i vantaggi di una respirazione “consapevole”, capace di soccorrere crampi, paure, dislivelli mozzafiato e insonnia da eccesso di adrenalina.
Lo zaino fu pronto da un mese prima, ogni tanto la sera lo disfavo e riuscivo ad eliminare ancora qualcosa fino ad arrivare all’essenziale: 8 chili, cui avrei aggiunto il peso dell’acqua e della frutta.
 
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