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Siate vedovi o divorziati, siate felicissimi di rifarlo o un po’ preoccupati, in ogni caso dovete sempre ricordarvi che è la seconda volta e tutto va fatto in maniera più discreta. In municipio o in chiesa, indossate vestiti semplici, a seconda del vostro stile, e invitate gli amici più intimi. I testimoni sono d’obbligo, eviterete invece paggetti e damigelle, anche se avete bambini piccoli a cui il nuovo papà (o la nuova mamma) è gradito. Il rito è sempre uguale, lo sposo donerà sempre il bouquet e acquisterà le fedi. Subito dopo, generalmente, gli sposi invitano i pochi presenti a una colazione o, se è sera, a una cena. Se la coppia ancora non convive, o meglio se la loro eventuale convivenza non è notoria, la formula migliore sarà un buon ristorante. Evitate la torta a più strati con sopra gli sposini di zucchero e restate in linea con la regola della discrezione. Non mancheranno invece, alla fine della colazione, i brindisi. Si presume che di viaggi di nozze ce ne saranno già stati prima, per cui se gli sposi partiranno sarà una scelta e non un obbligo rituale. Se i nuovi coniugi sono festaioli, non mancherà più tardi l’occasione di fare una festa. La nuova coppia avrà già una casa funzionante, per cui i regali saranno meno casalinghi e più personali. D’altronde nel secondo matrimonio, oltre alla cerimonia, anche il regalo è facoltativo. Se gli sposi sono divorziati o hanno altri figli di primo letto, è doveroso avvertirli e non metterli davanti al fatto compiuto. Se desiderate che i figli partecipino al matrimonio, chiedete però gentilmente l’assenso al primo coniuge. Evitate la farsa di invitare il primo marito o la prima moglie a «gioire con voi».
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