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lunedì 23 agosto 2010
TERESA PALLUCCHINI La depressione come male sociale

“Le donne hanno la cattiva abitudine di cascare ogni tanto in un pozzo, di lasciarsi prendere da una tremenda malinconia e affogarci dentro” N. Ginzburg.
Possiamo dire che la depressione è femminile? La depressione tocca tanto gli uomini che le donne, ma indubbiamente le statistiche parlano di una maggiore incidenza nell’area delle donne, O.N.DA (Osservatorio nazionale sulla salute delle donne) dice che il rapporto è due a uno.
Comunque il 5% della popolazione è toccata da questa patologia, tanto da poterla definire una malattia sociale, in quanto colpisce non solo l’individuo ma anche il Paese per le conseguenze che comporta. Cerchiamo di definire cosa intendiamo per depressione, la sintomatologia e le possibili vie d’uscita.
Con depressione maggiore intendiamo la classica depressione clinica, esiste poi una forma di depressione minore, distimia, dobbiamo anche ricordare la fase depressiva del disturbo bipolare, che si alterna a quella maniacale.
Non possiamo in questa breve presentazione vedere tutti gli aspetti della depressione, ricordiamo solo che “melanconia” è il termine che veniva usato per la depressione maggiore di tipo endogeno.
I sintomi sono: tristezza, incapacità di provare emozioni piacevoli, indifferenza, scarsa concentrazione, difficoltà nella memoria, disturbi del sonno, alterazioni nell’assunzione di cibo, scarso piacere a livello sessuale.
Le cause sono molteplici: fattori genetici, eventi stressanti, perdita di un genitore o del coniuge. Molti studiosi sostengono che non esistono personalità predisposte (anche se si parla di una famigliarità) e qualsiasi persona può attraversare una fase depressiva.
Silvano Arieti parla di depressione legandola a mancanza di autostima, sono persone che vivono in funzione di qualcuno , il depresso vive “l’altro dominante”, l’altro può essere una persona ma anche un ideale .
Come curarla? Se si tratta di una vera depressione bisogna rivolgersi ad uno psichiatra, parliamo di episodi che si ripetono per molti mesi, accanto ad una cura farmacologica necessaria, possiamo intervenire con una psicoterapia, spesso i due tecnici lavorano in sinergia. I farmaci sono fondamentali e sono meno invasivi di una volta.
Ritorniamo alle donne: l’esperienza di “uscire ed entrare dal pozzo nero” tocca moltissime donne, senza che si debba parlare di vera depressione. Perché? Pensiamo al corpo femminile segnato da continui cambiamenti e trasformazioni (mestruazioni, parti, menopausa ecc..), ogni cambiamento può portare con sé momenti depressivi ed alterazioni umorali.
Il linguaggio può essere usato in modi diversi: ci possiamo allontanare da una classificazione medico-psichiatrica però dobbiamo sapere che esiste una vera patologia di cui soffrono molte persone.

Avete mai avuto la depressione? E’ stato un disagio transitorio da cui siete usciti? Siete mai vissuti vicino a un depresso? Credete nelle cure? Siete mai stati da uno psicoterapeuta?
 

Teresa Pallucchini

8 Risposte - rispondi       Share


Risposte
sono d'accordo con quanto sostiene Silvano Arieti. Io posso dire di non conoscere la depressione tuttavia indirettamente ho avuto a che fare con questa patologia in quanto conosco diverse persone e anche un caro amico, che soffrono di disturbo depressivo. Purtroppo credo, con tutti i pro e contro, che l'unico modo per uscire dal tunnel sia costituito unicamente dalla terapia farmacologica (somministrazione di farmaci antidepressivi) coadiuvata dal supporto di un terapeuta. Credo fermamente nella terapia con gli psico farmaci a condizione che siano prescritti da medici competenti in dosi corrette e per la durata necessaria del trattamento. Altre terapie possono essere unicamente integrative.Comunque io credo che si, si può guarire.
Anonimo
sì...si può guarire, ma è una spada di Damocle...chi è predisposto, e io lo sono, ogni tanto ricade nella disperazione e nel buco nero. Sono stata in cura sia dallo psichiatra che dallo psicologo e la mia esperienza mi ha insegnato che senza farmaci non se ne esce, anche se l'incontro con lo psicologo è una parte importante, parlarne è importante. Esattamente un mese fa sono ricaduta nel male oscuro, non ho ancora capito i motivi...i farmaci per me continuano ad essere fondamentali ma la cosa che mi fa più soffrire è vedere le persone care che mi circondano impotenti al mio malessere...ne uscirò, anche questa volta ce la farò, ma devo ricordarmi che si tratta di una patologia lunga da guarire, devo accettarla e non avere fretta, anche se vorrei svegliarmi domattina e tornare ad essere la persona che non è di peso a nessuno.
AdeleCilli
Dottoressa Pallucchini, accolgo nuovamente il suo invito a scriverle traendo spunto dal suo post di oggi. Avrei tanto da dire sulla depressione, come sa, quella del mio compagno si è conclusa con una morte violenta lanciandosi dalla finestra del nostro salotto, il quarto piano. Si è ammalato nel 1996 con una fase maniacale chè è stata curata con un ricoverodurato ventidue giorni: non dormiva più, parlava in continuazione, agitazione psicomotoria elevata, appetito fuori le righe, lei sa meglio di me che attivandosi l'umore si attiva tutto un processo che mette a dura prova la pazienza di chi è vicino e non capisce che cosa sta succedendo come è accaduto a me. Ricordo ancora che nel luglio di quel '96 in un pomeriggio ha speso quasi diciassette milioni di lire in cose futili. L'umore era diventato incontrollabile e lui era già pericoloso per se stesso e per gli altri. Dopo le cure in ospedale viene seguito da una dottoressa che lo ha tenuto in cura sino al giorno fatale. Dl '96 al 2004 si sono alternati momenti di euforia, curati a casa con i narcolettici, farmaci che tolgono ogni dignità al paziente secondo me e ho visto nella mia esperienza, e momenti di grande tristezza curati invece con dosi massicce di antidepressivi inefficaci quanto lusinghieri, almeno per lui. Dl 2004 al 2008 un lungo periodo di grande benessere, secondo me era guarito,secondo la dottoressa invece era entrato in una specie di limbo, in ogni caso ricordo quegli anni serenamente per me e per lui che non soffriva più. Il bello arriva nel 2008 quando improvvisamente scoppia una nuova crisi maniacale alla quale segue una depressiva sempre in alternanza e in modo severo sia da un lato che dall'altro. Nel dicembre 2009 un secondo ricovero perchè in fase acuta maniacale alla quale segue una lunga fase di umore depresso che lo ha accompagnato sino a compiere quel gesto che ho raccontato all'inizio. Scrivo con le lacrime agli occhi dottoressa e tutti quelli che mi stanno leggendo, ho amato Sergio, l'ho aiutato in tutto, gli sono stato vicino sempre anche quando i suoi silenzi erano come il presagio di una morte che sarebbe arrivata prima o poi. Le cure sono servite a poco e oggi mi consola molto quando penso al sorriso lieve e dolce che aveva la mattina quando all'obitorio hanno sollevato il lenzuolo e ho potuto abbracciarlo per l'ultima volta come si abbraccia un fratello che ha smesso di soffrire. Mi scuso per il lungo racconto, può servire a qualcuno. Dottoressa Pallucchini, grazie per aver proposto l'argomento e per tornare al mio post iniziale di qualche giorno fa, sono sicuro che ce la farò, grazie.
Anonimo
NontiscordardimeAdele... come hai potuto leggere dal racconto di Ele.. non sei un peso per chi ti ama. Per quello che mi riguarda credo di averne sofferto anche io, magari ne soffro ancora ma non me rendo conto.Non sono mai stato però da uno specialista ne ho mai fatto uso di farmaci. Ho comunque avuto un'esperienza molto simile a quella raccontata da Elefante che a me è stato d'aiuto.. anche se a suo discapito.. mi spiace. So di non essere stato d'aiuto come avrei voluto e , molto probabilmente, di aver peggiorato la situazione. Nonostante tutto , come dice CC, credo che si possa guarire.
Nontiscordardime
Caro Nontiscordardime, ho letto il tuo intervento sulla depressione, mi fa piacere esserti stato d'aiuto in qualche modo e non hai peggiorato nessuna situazione, anzi ti invito a parlarmene se vorrai in privato, chiedi pure la mia mail in redazione se no continuiamo a scriverci qui, vedi tu, grazie a te invece per la presenza in questo sito con la tua allegria che credimi, è tutt'altro che depressione. Sei già partito per il mare? Ti avviso che i nontiscordardime col sale marino e col sole vanno mantenuti di più pertanto stavolta non te li scompiglio... Ciao
Anonimo
Lina SotisHo sofferto di depressione, anche se non in modo così grave come Sergio, e sono sicura, come dice CC, che l'unico modo per uscirne è avere un bravo analista e qualche pillola giusta, a basso dosaggio, che aiuti ad uscirne capendo che il male è un misto psicologico chimico, a meno che non ci siano cause scatenanti come lutti o abbandoni. Ringrazio Teresa per il grande aiuto che ci dà. Insieme è più facile combatterla, da soli è terribile.
Lina Sotis
NontiscordardimeSono partito con mio nipote questa notte alle 4 ed arrivato a destinazione alle 13.00 ed alle 14 nuovamente al lavoro... non so se ringraziare chi ha inventato il telelavoro o no.. comunque lavorare da casa con vista mare.. e cucina della mamma.. cura ogni tipo di depressione!
Nontiscordardime
AncamaliGrazie per tutte queste testimonianze. La cosa che mi colpisce è che ancora oggi molte persone ritengono che la depressione sia semplicemente una mancanza di volontà da parte di chi ne soffre di voler vivere ed essere felice..... Forse è un altro modo per ricacciare il dolore....
Ancamali
 
 
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