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Il pane si differenzia da regione a regione e da città a città per tradizioni storiche e di territorio. Ecco alcuni ghiotti esempi:
Emilia Romagna – Ferrara. Coppia ferrarese
La ciopa o ciupeta è un tipo di pane molto caratteristico e le sue origini si fanno risalire al Carnevale del 1536, allorché, in una cena imbandita in onore del duca di Ferrara, venne servito un pane ritorto, con i tipici crostini a cornetto. Nel 1694 lo storico Antonio Frizzi parla della raffinatezza del pane ferrarese, unico per la forma, per i tipi di farina, per la particolarità della lavorazione, da essere già da allora un vanto della gastronomia cittadina.
Questo pane si conserva friabile per diversi giorni ed è adatto per molte pietanze: riunisce infatti in un solo pane la consistenza secca e croccante di un grissino - ideale per accompagnare i salumi -e un cuore morbido, dalla mollica compatta, adatta per intingoli e brodetti.
Lombardia -Pavia. Il miccone pavese
Il miccone pavese è più buono se consumato dopo qualche giorno. E' un pane bianco prodotto con farina di grano tenero, acqua, lievito naturale e sale. Il segreto di questo pane è la lunga lavorazione dell'impasto che deve essere asciutto (contenente solo il 40% di acqua). Dall'impasto vengono ricavate in seguito delle forme tondeggianti che sono incise trasversalmente sulla parte superiore e lasciate lievitare ancora per diverse ore.
Il risultato? Pagnotte sapide (sembra un treccione), con aroma di pasta lievitata, crosta spessa e mollica bianchissima, soffice ed elastica.
Campania – Napoli. Pane napoletano di città (Pane cafone)
E' il pane del popolo, della Napoli più autentica. Il pane cafone nasce magicamente dalla combinazione di semplici elementi: farina poco raffinata, sale, acqua e criscito (il lievito madre).
Legato alla cultura religiosa del luogo in questo pane si incontravano numerose tradizioni religiose: nel giorno di Sant'Antonio Abate veniva benedetto e dato agli animali; non andava riverso sul tavolo perché rappresentava il corpo di Cristo; andava spezzato con le mani come fece il Signore con l'Eucarestia; se cadeva e si sporcava non si buttava ma si bruciava dopo aver segnato su di esso una croce e averlo baciato con riverenza; non si doveva spazzare la casa mentre il pane lievitava, poiché si spazzava via la provvidenza; non si rifiutava il pane a chi lo chiedeva in elemosina, né si ringraziava nel riceverlo perché era simbolo di vita, dono divino, diritto di tutti.
Caldo, appena sformato sprigiona un profumo appetitoso, con una crosta doppia e più croccante e una mollica soffice.
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