Luisa de Martin
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Cibo semplice, squisito e anche riciclato


Giordana Talamona
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Vino


 
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Cibo e Vino
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mercoledì 25 agosto 2010
La crescia di Pasqua di Urbania
È una pizza lievitata che si prepara dalle mie parti nel periodo pasquale. Ecco innanzi tutto gli ingredienti così come riportati dall'Agenda dei sapori della valle del Metauro. n. 5 uova g 850 di farina g 100 di parmigiano grattugiato g 50 di pecorino secco grattugiato 1/2 bicchiere di latte g 70 di lievito di birra fresco g 50 di lardo g 50 di olio extra vergine di oliva Sale, pepe e spezie La sera prima preparare il lievito madre facendo sciogliere in mezzo bicchiere di acqua tiepida 20 grammi di lievito di birra. Questo andrà mescolato a 70 grammi di farina, formando un impasto piuttosto morbido. Corprilo perfettamente e lasciarlo riposare fino al momento dell'uso. All'indomani prendere una ciotola più grande in cui si faranno sciogliere 50 grammi di lievito di birra con mezzo bicchiere di latte tiepido.. Aggiungere le uova sgusciate, un pizzico di sale e pepe per ogni uovo, le spezie e i due formaggi grattugiati. Mescolare molto bene con una forchetta e aggiungere il lievito preparato la sera precedente, l'olio e il lardo fatto sciogliere a fuoco bassissimo. Battere molto bene questo composto con una forchetta o meglio ancora con una frusta, fino a quando gli ingredienti saranno ben amalgamati. Preparare la spianatoia sulla quale si setaccerà la farina, fare la fontana e versare al centro il contenuto della terrina: mescolare con una forchetta prima e con le mani poi, fino ad ottenere un composto omogeneo. Lavorare la pasta per 5 minuti; si dovrà ottenere un impasto ben amalgamato, liscio e lucido. Metterlo in uno stampo da forno di forma cilindrica, liscio senza scanalature, alto almeno cm 10 perché la pasta, lievoitando, raddoppierà all'incirca il suo volume. Pennellare la superficie con un tuorlo d'uovo battuto e lasciar lievitare per circa un'ora e mezza in un luogo caldo. Trascorso questo tempo mettere in forno, già caldo a 180°, per circa 40' SENZA MAI APRIRLO. Abbassare poi la temperatura a 150° e continuare la cottura per altri 20'. Con il calore del forno la lievitazione continua, facendo fuoriuscire la parte superiore della crescia dallo stampo, dandogli così la caratteristica forma a fungo. Va mangiata fredda a partire dal giorno successivo alla sua preparazione e mantiene intatta la sua fragranza anche dopo 5 o 6 giorni. Generalmente si accompagna a salumi quali lonzino e salame e, nella colazione mattutina del giorno di Pasqua, all'uovo benedetto (rigorosamente sodo), ma è ottima anche da sola. VARIAZIONI Noi a casa, da sempre, la facciamo così: n. 5 o 6 uova g 600 di farina g 100 di parmigiano grattugiato g 100 di pecorino secco grattugiato 1/2 bicchiere di latte g 100 di burro n. 4 cubetti di lievito di birra g 100 di olio di semi di girasole una presina di sale per ogni uovo La differenza principale sta nell'assenza del lardo, sostituito dal burro, che dà alla crescia un sapore meno forte e salato. Idem l'olio di semi in luogo di quello di oliva dà una crescia più "leggera". Mai aggiunti pepe o altre spezie. Quanto alla preparazione, è sufficiente sciogliere bene nel latte tiepido i 4 cubetti di lievito e poi mescolarli subito al composto. Buon appetito!
matteoaragornmatteoaragorn

9 Risposte - rispondi       Share


Risposte
cremecaramelloUna pizza stellata. Mi sembra difficilina come esecuzione però + che una pizza mi ricorda la piadina romagnola (senza uova) da assaggiare sul posto.
cremecaramello
matteoaragornNooo, è una pizza lievitata che arriva anche a 20 cm di altezza! Comunque è difficilina, quello sì e di solito ci vogliono più tentativi prima che venga bene. Purtroppo non posso postare una foto.
matteoaragorn
cremecaramelloHo curiosato in internet ed ho visto le foto delle ricette. Bello, sembra un panettone! su Youtube si vede il video di una signora alla quale però non è riuscita perfetta.
cremecaramello
Buona! direi che preferisco la sua versione pur amando molto il lardo (insostituibile in alcune preparazioni). Per la mia famiglia era invece tradizione fare una focaccia dolce a doppia lievitazione come la sua ed accompagnava l'immancabile uovo sodo pasquale. a presto
Anonimo
matteoaragornIn effetti esiste anche una versione dolce, chiamata appunto "crescia dolce", un po' più asciutta come pasta e con i canditi. A me però non piace molto.
matteoaragorn
matteoaragornHo riaperto al pubblico questo mio vecchio blog, così che possiate vedere le foto: http://it.netlog.com/matteoaragorn/blog/blogid=2815963
matteoaragorn
liquiriziagrazie matteo! davvero dura 5-6 gg? io riesco a pappare in 2 pasti quella piccina che mi mandano gli amici di ancona! loro invece ci mettono il pepe, il lardo non mi pare. buona giornata!
liquirizia
matteoaragornUna delle differenze tra la crescia fatta in casa e quelle provenienti da forni industriali sta appunto nel fatto che la prima è buonissima anche dopo molti giorni... anche se di solito non le si dà il tempo di poterlo verificare!
matteoaragorn
matteoaragornP.S.: la crescia brusca è l'alimento principale, assieme alle uova sode benedette, della colazione tradizionale della mattina di Pasqua. Immancabile anche il salame nostrano (lo preferisco con un po' di lardelli) e un po' di lonza. Io accompagno il tutto con un buon tè nero forte, ma gli uomini di solito preferiscono il vino.
matteoaragorn
 
 
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