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Sono reduce da 3gg di passeggiate nei boschi: ghiacciaio del Monte Rosa. Per l'ennesima volta ho rivalutato l'importanza dei sentieri accidentali: mulattiere, sterrati, gradini, lastroni di pietra. Oggi l'uomo è esclusivamente abituato a camminare su strade o piste perfettamente lineari e curate; in passato non era così. Ogni singolo passo era caratterizzato da un controllo dell'equilibrio dettato dalle infinite sconnessioni del terreno: le nostre radici (rif. lezione n°2) erano costrette a interpretare il terreno costantemente, ”illuminando” una triangolazione OCCHIO-PIEDE-CORPO che oggi è completamente assopita. Risultato? L'equilibrio oggi è una capacità condizionale molto più labile. Più ci si abitua a questa condizione agevolata, più il senso di equilibrio si assopisce. Perché dico questo? Allenare il corpo all'equilibrio, oltre che ai riflessi e alla coordinazione intersegmentaria, serve alla muscolatura profonda della nostra schiena: quel complesso di muscoli che ci fanno stare eretti durante il giorno e negli anni. Compiere piccoli movimenti differenti e in successione è altamente allenante: anche per la mente. Abituarsi a cambi di direzione, di ritmo e intensità è un concetto “Be Water” (rif. Lezione n°4). Mettetevi in cammino: su strade lineari, come “fuori strada”. Buon viaggio “fuori e dentro”…
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