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Nella mia carriera ho avuto l'occasione di incontrare dei marciatori eccezionali: persone comuni ma capaci di "macinare" km e km in quello stato che io definisco "meditazione dinamica". Ognuno con una particolare tecnica, un suo stile personale: non esagero nel dire che dalla camminata si possa intuire la personalità. E’ la verità. Mi permetto di introdurvi alcuni concetti semplici ma importanti per trovare la miglior tecnica e lo stile meno dispendioso. 1) Non solo “le gambe camminano" ma "cammina tutto il corpo": le braccia fungono da volano per compensare la spinta delle gambe. Così facendo, si agevola meccanicamente la circolazione del sangue e della linfa: nell'inguine e sotto le ascelle esistono delle stazioni linfonodali importantissime. 2) la lunghezza del passo non deve essere troppo ampia: così facendo, si esegue un corretto gesto di appoggio/spinta da parte del piede e della caviglia. 3) seguendo il punto 2, la regola fondamentale "del camminare" è di spingere sul terreno contraendo i muscoli, e non tirando e trascinando le gambe avanti: questo è un errore da non fare assolutamente. Vedo troppe persone aggrappate ai tredmill nelle palestre e, data l'eccessiva velocità, trascinano le gambe invece di spingere. Questo errore si ripercuote sulla colonna vertebrale sino all'occipite. 4) Sfruttate l'elasticità dei muscoli: i muscoli sono degli elastici. Opportunamente stirati e contratti restituiscono una forza di propulsione inimmaginabile; anche a 4 km/ora. 5) Lo sguardo all'orizzonte: la testa è il timone del corpo ma ha un unico difetto; è un timone molto pesante. Tenerla flessa avanti o in basso sovraccarica i muscoli del collo e del trapezio: risultato mal di spalle. 6) Respirare costantemente e profondamente permette di abbassare la frequenza cardiaca, oltre che alleggerire la postura. Una postura contratta diventa pesante. 7) Come le articolazioni da ascoltare: caviglia-ginocchio-anca-polso-gomito-spalla e collo. 8) Camminare a intestino e stomaco vuoto (rif. Lezione n. 9). 9) "Tirare il filo"... l'invisibile filo che dal cielo vi tira sopra la testa. Significa avere una schiena eretta e permette di spostare il peso del corpo sull'avampiede, pronti per contrarre il polpaccio e spingere in avanti. 10) questa regola la lascio a voi: scrivete a parere vostro un'indicazione da confrontare con altri.
Buona camminata a tutti!
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