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Assumere calcio a tavola è l'arma privilegiata per prevenire l'osteoporosi: sono i nutrizionisti a raccomandare di utilizzare prevalentemente gli alimenti come fonti, perché il loro minerale ha maggiore biodisponibilità rispetto a un integratore.
I cibi più ricchi di calcio sono il latte e i suoi derivati, formaggi e yogurt. «Ma si può anche puntare sull'acqua, per esempio se bisogna limitarli (causa ipercolesterolemia, per esempio) o addirittura escluderli per intolleranze al lattosio», dice Andrea Fabbri, direttore a Roma dell'unità operativa complessa di endocrinologia e diabetologia dell'ospedale Sant'Eugenio e del centro diagnostica e cura dell'osteoporosi al Centro traumatologico ortopedico A. Alesini.
Le acque bicarbonato calciche, a residuo fisso medio alto, rappresentano una validissima alternativa. «Anche perché diversi studi recenti hanno dimostrato che la loro biodisponibilità del calcio è addirittura superiore a quella del latte e derivati, con valori di assorbimento pari al 40% della dose ingerita», continua Fabbri.
Le acque minerali naturali ricche di calcio sono un aiuto in varie fasi della vita: durante l'accrescimento, nelle donne in gravidanza e dopo la menopausa, nell'uomo oltre i 65 anni.
Lo scheletro si arricchisce di massa ossea nelle prime tre decadi di vita per poi arrivare a un livello di equilibrio nella maturità e calare di contenuto minerale dopo i 50 anni. Per cui, maggiore è la massa ossea ottenuta entro i 25-35 anni, minore sarà il rischio osteoporosi.
«I livelli raccomandati di calcio da assumere sono 800-1000 milligrammi al giorno nell'infanzia, 1200-1300 nell'adolescenza e 1000 nella maturità», dice Fabbri. «In menopausa, il fabbisogno sale a 1200-1500 milligrammi al giorno».
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