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Casa e Verde
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mercoledì 13 aprile 2011
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Dentro il Salone
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L’evento, anzi gli eventi sono il fuori-salone. A me, dopo tempo, è tornata la curiosità di entrare dentro, alla luce artificiale, nella “calca” dei padiglioni. E’ una prospettiva lunga. Mi è capitato da ragazzina di crescere per un certo tempo gomito a gomito (e un po’ sotto l’ala) di uno dei mostri sacri del design. Design era una parola misteriosa che custodiva grandi ingegni: un po’ di stile, un po’ di moda, un po’ di tecnica ingegneristica, il tutto racchiuso in una sintesi personale e “artigianale”: non c’erano università apposite; era tutto mestiere, conoscenza, ingegno. I “guru” del mestiere erano pochissimi e le “star” ancora meno, ed erano molte le opportunità di curioso approfondimento che godevano di successo commerciale quasi come destino naturale, anche se, non per questo, successo facile. La sostanza si esprimeva con grande energia vitale perché c’era da dare forma e vita a nuovi materiali in grande espansione da parte di una industria a sua volta ancora di sapore “artigianale”; il benessere sempre più diffuso non era ancora un benessere consumista e portava a rinnovare le case con una nuova generazione di oggetti. E’ passata una generazione di persone e tutto questo mondo di design e designers sembra essersi capovolto. Tanti designers impegnati, studiati, impostati, pettinati e vestiti da designers, intenti a promuovere se stessi perché il baricentro si è spostato dall’inventiva pionieristica alla cassa di risonanza commerciale. Oggetti e idee da esplorare sono ridotte all’osso, il più diffuso motivo di studio sembra volgere al passato. I grandi marchi storici ripropongono i loro pezzi forti e gli sconosciuti ne bramano brandelli. Un oggetto di ieri si fa capostipite di un esercito di repliche più varie e numerose, più “precise”, più “tecnologiche”, più colorate, più “pretty” e firmate. Mi è piaciuto molto visitare il salone. Bello, comunque sia. Buon compleanno! Mi hanno detto che compie 50 anni e non so dire se li dimostra. Ho visto un tavolo da tre metri di luce in un pezzo solo spesso due centimetri, con quattro gambe ai lati: portentoso. Bellissimo lo stand di Kartell che ha esposto il suo ricchissimo e coloratissimo repertorio di oggetti. Uno stand grandissimo e luminosissimo. Ho visitato anche l’installazione della comunità di San Patrignano; lì non sono tanto gli oggetti che contano: ci sono vite che vogliono forse davvero scoprire il nuovo: La vita. Ecco questa è una silviadelcuore inedita: inviata superspeciale per un giorno al Salone del Mobile edizione 2011. Solo per voi.
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silviadelcuore
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Risposte
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ciao silviadelcuore sei sicuramente un'inviata speciale si sente la tua anima nel raccontare il mondo del design visto dai tuoi occhi che condivido appieno.Mi è piaciuto lo slogan 50 years young e non 50 years old: si è giovani sino a quando c'è creatività.Sei stata a visitare il design Lab Residenze Porta Nuova evento fuori salone? alida forte catella
Alida_Forte_Catella
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Cara Silvia, se hai avuto anche l'approvazione di Alida, che rappresenta il più importante progetto meneghino di questi ultimi anni è come se fossi stata incoronata. Vai, continua per noi il tuo giro di Alice nel paese di mobilia.
Lina Sotis
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Ciao Alida, ciao Lina. Grazie. Mi piacerebbe raccontare ancora un po'di cose ma ora sono cotta. Anche a me piace lo slogan "50 years young e non 50 years old": preferibilmente senza lifting. A presto.
silviadelcuore
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Avete letto l'intervista a Emzo Masi su 7 di ieri? Una bella critica al designer tradizionale,che per Masi,che non si sottrae alle sue responsabilità, non risponde all'esigenzabdell'utenza,ma solo all'esigenza dell'industria. Un articolo anche autocritico,ironico,stimolante. Estremamente intelligente.
manu52
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