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Ultimamente i genitori si rivolgono al CIC (sportello di consulenza psicologica) per capire se i figli adolescenti soffrono di un nuova dipendenza: per anni abbiamo risposto a genitori angosciati dal rischio, dalla trasgressione, dalla dipendenza da sostanze, ora ci si preoccupa se il figlio sta chiuso nella sua stanza di fronte al computer. Effettivamente si sta studiando questa nuova patologia: lo IAD, Internet Addiction Disorder.
Vorrei tranquillizzare mamma e papà, esiste questo fenomeno ma dobbiamo vederlo in modo equilibrato. Se prima per una giusta informazione mediatica abbiamo avuto eserciti di anoressiche e bulimiche, ora la richiesta, e su questa rubrica sono arrivati alcuni casi, è capire cosa succede se un figlio vive in una realtà separata e virtuale, se esiste dunque un problema di ritiro sociale.
Fondamentale nella crescita di un adolescente è il gruppo dei pari, chiamiamo “laboratorio evolutivo” lo scambio di idee con i ragazzi della stessa età, se viene a mancare questo confronto è difficile che l’adolescente possa avere uno sviluppo armonico. Per capire se un ragazzo sta soffrendo di questa patologia chiediamoci se c’è stata una trasformazione nella vita del proprio figlio, spesso un ragazzo con difficoltà relazionali trova nel computer un canale comunicativo.
Che fare? Osservare con amore, non intervenire mai in situazioni di fragilità. Se ci rendiamo conto che il caso è grave rivolgetevi ad un esperto, a Roma – per esempio - il Policlinico Gemelli ha istituito un servizio.
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