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martedì 4 maggio 2010
TERESA PALLUCCHINI Dipendenza da computer?

Ultimamente i genitori si rivolgono al CIC (sportello di consulenza psicologica) per capire se i figli adolescenti soffrono di un nuova dipendenza: per anni abbiamo risposto a genitori angosciati dal rischio, dalla trasgressione, dalla dipendenza da sostanze, ora ci si preoccupa se il figlio sta chiuso nella sua stanza di fronte al computer. Effettivamente si sta studiando questa nuova patologia: lo IAD, Internet Addiction Disorder.
Vorrei tranquillizzare mamma e papà, esiste questo fenomeno ma dobbiamo vederlo in modo equilibrato. Se prima per una giusta informazione mediatica abbiamo avuto eserciti di anoressiche e bulimiche, ora la richiesta, e su questa rubrica sono arrivati alcuni casi, è capire cosa succede se un figlio vive in una realtà separata e virtuale, se esiste dunque un problema di ritiro sociale.
Fondamentale nella crescita di un adolescente è il gruppo dei pari, chiamiamo “laboratorio evolutivo” lo scambio di idee con i ragazzi della stessa età, se viene a mancare questo confronto è difficile che l’adolescente possa avere uno sviluppo armonico. Per capire se un ragazzo sta soffrendo di questa patologia chiediamoci se c’è stata una trasformazione nella vita del proprio figlio, spesso un ragazzo con difficoltà relazionali trova nel computer un canale comunicativo.
Che fare? Osservare con amore, non intervenire mai in situazioni di fragilità. Se ci rendiamo conto che il caso è grave rivolgetevi ad un esperto, a Roma – per esempio - il Policlinico Gemelli ha istituito un servizio.
 

Teresa Pallucchini

6 Risposte - rispondi       Share


Risposte
Lina SotisAl computer mi diverto, navigare è stata una scoperta. Sicuramente ci passo quasi 5 ore al giorno. Sono dipendente?
Lina Sotis
Mia sorella ha passato una fase un po' preoccupante (almeno per i miei genitori)... ma forse il web è uno strumento di espressione per gli adolescenti, soprattutto i più timidi e introversi. Non sempre, credo, bisogna preoccuparsi.
Anonimo
Distinguiamo adulti ed adolescenti:un mezzo potente come il computer ci deve affascinare, per un giovane può diventare rischioso un uso eccessivo.Aiutiamoli anche da competenti!
Anonimo
Per Elena: è indubbio che ragazzi con difficoltà nella relazione possono trovare nel web modi per adatti per potersi esprimere. Ma quando, come nei giochi di ruolo, si nasconde la propria personalità, puo' diventare un gioco perverso?
Anonimo
Perche' perverso? Chi non vorrebbe cambiare identita', ogni tanto? Giocarci, vedere cosa succederebbe a manifestare quelle parti di se' che forse neanche si conoscono bene, perche' non si e' avuto modo di coltivarle? e non dovrebbe essere cos' soprattutto per i giovani, che quelle identita' vanno faticosamente formando?
Anonimo
Ciao Simona, vedo troppi adolescenti con problemi identitari, vivere in una realtà solo virtuale non aiuta se non si hanno veri contatti con i coetanei.Ci sono delle tappe evolutive: dal pensiero magico nel bambino alla formazione di un pensiero astrattivo. Per un adulto sperimentare parti di sé sconosciute è intrigante, per un giovane può provocare disagi profondi.
Anonimo
 
 
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