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Il 19 febbraio è stato varato un disegno di legge che prevede due importanti novità: l’istituzione del registro nazionale degli impianti protesici mammari e il divieto di sottoporre le minorenni all’inserimento di protesi a fini esclusivamente estetici: ogni procedura chirurgica deve essere condotta con requisiti precisi e deve essere possibile risalire al tipo e alla qualità delle protesi inserite. Per il bene dei pazienti bisogna evitare che vengano utilizzate tecniche chirurgiche non congrue e materiali di qualità non ottima anche se autorizzati. Oggi il mercato può offrire a prezzi da saldo materiali che non offrono garanzie sufficienti. E’ questo il senso del correttivo introdotto dal disegno di legge: tutelare i pazienti da inutili rischi ed evitare il Far-West negli interventi di estetica. E’ indispensabile seguire le pazienti nel tempo monitorando la durata delle protesi, l’incidenza di complicanze, l’eventuale ricorso ad ulteriori interventi chirurgici, l’incidenza di tumori mammari. Solo il 20% degli interventi eseguiti in Italia ha finalità ricostruttive: viene eseguito normalmente a carico del Servizio Sanitario Nazionale presso strutture pubbliche. Questo permette di risalire al tipo di protesi impiantata, alla tecnica utilizzata e al chirurgo; le pazienti vengono poi sottoposte per anni a visite di controllo. L’istituzione del registro nazionale permette di estendere tali possibilità anche alle donne che sono operate per finalità esclusivamente estetiche. Queste novità sono importanti per tutte le donne, ma hanno una valenza particolare per le giovani che desiderano aumentare il volume del seno: non è più sufficiente l’assenso dei genitori. E’ necessario che abbiano raggiunto la maggiore età e possano esprimere, in prima persona, un assenso motivato e consapevole.
Non si gioca con il proprio corpo.
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