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L’altra sera cenavo con un famosissimo antiquario che, con faccia impassibile, poiché elegantissimo, mi ha detto che i mobili antichi non si vendono più, a meno che non siano dei pezzi eccezionali da investimento. Abituata fin da ragazzina all’importanza dell’antiquariato sono rimasta stupefatta e gli ho chiesto perché. Come mai? Carlo Orsi, il più bello e famoso antiquario milanese, che ha un giro di appassionati che acquistano cose rarissime, mi ha spiegato con grande tranquillità che ormai i giovani vogliono case arredate in maniera moderna e tutt’al più è sul moderno che si fa dell’antiquariato. Ho passato la mia vita a girare per mercatini inglesi alla ricerca dei mobili di bambù stile coloniale, o alla ricerca della seggiolina da bisnonna. Certo mia figlia non sa cosa sia la ricerca del pezzo vecchio: ha una casa dove ogni stanza è dipinta di un colore diverso, un trionfo di luce, un arcobaleno continuo spezzato solo da mobili moderni. Il tavolo in salone è a pois, l’ingresso arancione, la cucina verde, la camera da letto mauve, e il mio tavolo in legno caldo e brunito comprato vent’anni fa a Londra è stato dipinto di bianco e usato come tavolo da pranzo.
Voi che case avete? I vostri figli? Tutti all’Ikea?
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