|
Le case, come gli abiti che indossiamo, esprimono i nostri gusti, i nostri valori e i nostri sogni, modellando i diversi stili di vita nei quali amiamo riconoscerci. E se gli stili di vita cambiano col passare delle stagioni, compito dell’architetto è dar forma a tali mutamenti accogliendo istanze e sollecitazioni emergenti. Negli ultimi anni la struttura della famiglia tradizionale si è trasformata rapidamente, dissolvendo vecchie abitudini e innescando aspettative diffuse che riflettono, anche sul fronte abitativo, nuove modalità relazionali di coppie non sposate, coppie dello stesso sesso, single incalliti o single divorziati, anziani con aspettative di vita più lunga. La rivoluzione informatica ha poi trasformato l’abitazione in un luogo di lavoro, favorendo la ricerca di una “totally functional home”, dotata di supporti tecnologici in continua evoluzione. Contemporaneamente, ambienti urbani di matrice industriale si sono resi disponibili a ospitare abitazioni che hanno dovuto adattarsi agli spazi di una fabbrica dismessa o di una centrale elettrica in disuso. La risposta dell’architetto alle sfide della contemporaneità sta quindi nell’immaginare spazi in cui coniugare soluzioni tecnologiche d’avanguardia e stili di vita cangianti con strutture edilizie originariamente non residenziali. L’ingresso, il soggiorno, la cucina, la zona pranzo, lo studio, tutti gli ambienti si sovrappongono in uno spazio unico a volte privo di suddivisioni che risponde al desiderio di flessibilità del nostro tempo.
|