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"Cosa vuoi che sia, sei come Cecchi Paone!". Mi piacerebbe tanto che questa risposta, realmente data da una mamma intelligente a un figlio angosciato che le comunicava la propria omosessualità, suggerisse il giusto tono del nostro scambio che comincia oggi. A tutti, ma in primo luogo a me stesso. So infatti per esperienza che la scoperta della diversità in amore, in se stessi e negli altri, può scatenare reazioni estreme, alimentare militanze, scatenare vittimismi e aggressività. Ne parleremo se vorrete e quanto vorrete. Ma per scoprire insieme che l'approdo può essere sereno ed equilibrato, all'insegna di una tranquilla accettazione corale del sublime e del comico che c'è in ogni forma di amore e di passione. Sono sei anni ormai, dal mio "coming out" in poi, che genitori e figli, giovani e anziani, semplici e sofisticati, mi chiedono qualunque cosa sugli "altri" amori. Mi sono attrezzato a rispondere partendo dalla mia storia ma finendo per conoscerne altre migliaia, leggendo, ascoltando, chiedendo, incontrando, a mia volta amando, riamato e non. Ce n'è abbastanza, credo, per gioire e soffrire insieme, riscoprire le regole del corpo, del cuore e del cervello. Per prenderci sul serio come meritiamo, e ridere dei moralisti come meritano.
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