Teresa Pallucchini
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Solitudine, depressione, stress, voglia di socializzare senza essere giudicati, amici sicuri, ecco dei valori primari di una vita serena. Con famiglia, compagni, figli e lavoro sono le basi fondamentali dell’esistenza. Raramente si riesce a coniugare tutto insieme. Il problema scottante di adesso è: "non ci sono uomini" dicono le donne. "Non ci sono donne" replicano gli uomini. Che sta succedendo, cosa ne pensate? Parliamo di questo e di altro, confrontiamoci, conosciamoci e soprattutto aiutiamoci. Qui si trovano amici. Ingresso vietato a smutandate e vippaioli.
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martedì 24 agosto 2010
TERESA, CI AIUTI:
Cara Teresa, leggi paura di guidare e ci dici cosa significa e quali ansie nasconde. Grazie.
Lina SotisLina Sotis

11 Risposte - rispondi       Share


Risposte
Grazie Lina spero in un utile consiglio. Tu guidavi almeno, io non ci ho mai provato, o meglio 1 volta sola sentendomi a disagio. Io non sono un tipo ansioso e non ho paura di aereo ne treni, ecc. solo di guidare un mezzo, sia pure la bicicletta. Poi tu hai un marito che sicuramente guida, io sono una single e per essere totalmente autonoma dovrei davvero fare questo passo.
Anonimo
Lina SotisSicuramente dietro c'è uno stato ansioso. Dico una banalità aspettando Teresa: tutte le volte che litigo con mio marito mi pento di non guidare. A parte questo credo che tutto sia questione di abitudine, se ci vedi bene e non hai altri problemi fisici prima un bravo istruttore, poi un amica fidata ti potrebbero aiutare. Ricordati però che la nostra patologia è in crescita Se non riesci a superarla vivila con più civetteria. Fra poco in città non saranno più permesse le auto. Tutti si muoveranno con bus, navette e metropolitane. Come vedi il tempo lavora a nostro favore.
Lina Sotis
Nontiscordardimee fortuna che c'è il telelavoro.. quindi non li spendo i soldi in un bel macchinone?
Nontiscordardime
cremecaramelloDa quando ho la patente di guida, non guido più. Vivo in città e ho la fortuna di avere l' ufficio a 10 minuti da casa. Detto questo capisco molto bene il bisogno di autonomia di controtendenza in quanto oggi ci viene richiesta la massima flessibilità in todo e quindi la paura di guidare puo essere invalidante. Mi viene in mente una scena di un film francese di J.Demy con un Mastroianni istruttore di guida di un'arzilla nonnina che si disperava di non riuscire ad innestare cambi, marce e frizioni: ma come faccio a fare tutte queste cose contemporaneamente?? Tornando al problema di controtendenza: escludendo motivi neurologici ed oculistici si può guarire dalla paura di guidare seguendo un percorso psicoterapeutico.
cremecaramello
Cara Lina sei molto brava a mettere a disposizione degli altri le tue difficoltà e paure, quando conosciamo i lati "oscuri" delle persone che sembrano tranquille e risolte capiamo qualcosa di noi. Proiezione ed identificazione sono i meccanismi di base con cui ci sperimentiamo. Si chiama amaxofobia la paura di guidare ed è una paura sempre piu diffusa. Perchè? Distinguerei la paure irrazionali-il topo- da quelle che hanno una base reale, guidare o prendere un aereo comporta dei rischi. Le fobie hanno due aspetti: o risalgono a ricordi ancestrali della primissima infanzia o ad esperienze traumatiche negative. Hanno a che fare con un problema di controllo, io guido la macchina ma l'ambiente attorno può essere rischioso (nella claustrofobia ascensori ed aerei invece non li posso controllare). Ora le fobie sono diventate tantissime, ognuna con il proprio nome mutuato dal greco- esiste anche la brontofobia paura dei temporali! Una classificazione così ampia è inutile, per la mia formazione la fobia è la punta dell'iceberg di qualcosa di più ampio, parliamo di evitamento dell'oggetto fobico per ansie troppo forti. Il lavoro psicoterapico non è settoriale ma va inquadrato nell'equilibrio generale del paziente. Esistono tecniche di tipo comportamentista dove si lavora sul problema specifico mettendo a contatto graduale il paziente con le sue paure. Il rischio è che superata la paura il paziente canalizzi le sue ansie da un'altra parte. E' un argomento complesso tanto nel capire le cause, quanto nel trovare una soluzione.Esistono anche i fiori di Bach specifici per paure ed ansie,alcuni pazienti ne hanno tratto benefici.E'importante capire quanto sia invalidante nella vita di un individuo fare/non fare certe cose, avere /non avere certe fobie. Il rispetto del nostro mondo intrapsichico può portare a limitazioni, la volontà non basta perchè siamo in balia di una parte di noi( inconscio-preconscio)difficilmente "addestrabile".
Anonimo
matteoaragornVa detto che ci sono persone che sono naturalmente "imbranate" per tutte le attività manuali. Mio fratello ad es. è una di quelle e per lui imparare a guidare è stato davvero difficile perché non ci capiva nulla e i primi anni incidenti più o meno gravi erano all'ordine del giorno. Inutile dire che anche la paura e l'insicurezza erano una conseguenza di tale maldestria (gli ci vollero anni prima di decidere di avventurarsi in autostrada da solo). Sicuro, dunque, che per tutti si tratti di una fobia vera e propria oppure non si vuole affrontare e vincere la propria incapacità?
matteoaragorn
cremecaramelloio guido sempre piu raramente (ho una zia novantenne che guida tuttora) ma il mio problema non è la mia insicurezza al volante bensì la paura versus altri utenti della strada che mi preoccupano e cmq mi sono accorta che se non guido per un lungo periodo poi subentra anche la paura di se stessi al volante. In effetti si dovrebbe lavorare sul modo di affrontare la propria paura o incapacitâ, e di vincerle.
cremecaramello
matteoaragornO forse, nel tuo caso, fare solo più esercizio?
matteoaragorn
cremecaramelloSi forse ci vorrebbe piu esercizio, ma odio guidare l'auto inoltre credo di essere imbranata con parecchie cose manuali come tuo fratello.
cremecaramello
matteoaragornInfatti ho portato il suo esempio proprio perché la necessità lo costrinse ad imparare e di certo lui ora è felice di aver fatto a suo tempo tutto quello sforzo. Due anni fa gli accadde la stessa cosa col computer, perché il preside di una scuola gli imponeva di fare dei corsi di aggiornamento online e lui non sapeva manco cosa fosse internet... Ora non lo stacchi più da pc!
matteoaragorn
Si in questi casi come x tuo fratello si deve essere fortemente motivati o anche spinti per necessità di lavoro a fronteggiare la situazione. Per lui ci voleva. Ma se un non è fortemente spronato/motivato la vedo dura. Conosco un ragazzo di 21 anni diplomato panettiere-pasticciere che mi ha confidato che il suo datore di lavoro per ragioni professionali lo vuole obbligare alla scuola guida ma lui si rifiuta, cosciente che può perdere il posto di lavoro, il datore ha altresì auspicato una terapia psicoterapeutica. Lo può fare un datore? Inoltre mi sembra che se messo in questa situazione il ragazzo peggiori.
Anonimo
 
 
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