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giovedì 12 agosto 2010
GUIDO MARTINOTTI La sociologia nella toilette

Cara Lina,

è l’ultima storiella che gira per Manhattan. Nei lussuosi cessi di qualche grande albergo di downtown due eleganti signori fanno i loro bisognini, chiacchierando come sempre. Alla fine uno dei due si lava accuratamente le mani e l’altro lì vicino continua il discorso dicendo: “Vedo che lei è di Yale” “Come lo sa?”. “Perché a noi di Harvard ci hanno sempre detto che a Yale vi insegnavano a lavarvi le mani dopo aver pisciato”. “Verissimo, e a voi di Harvard no? Noto che lei non si è lavato”. “Certo, ad Harvard ci insegnavano a non pisciarci sulle mani”.
A proposito del parlare nei cessi (almeno quelli maschili, detti qui “restrooms -Men o Gents”. Per quelli femminili, detti anche “powder rooms”, mi appello alle tue conoscenze) c’è una controversia, la mia esperienza è che, diversamente da quanto avviene in Italia, nei cessi pubblici americani, che sono assolutamente standard, come si vede in tutti i film, con la tazza nascosta, ma non chiusa e qualche urinoir aggiuntivo, tutti parlano mentre svolgono le loro funzioni. Io l’ho sempre attribuito a una sorta di camaraderie per far vedere che si è veri uomini che, come diceva il Presidente Johnson, “can piss and fart at the same time”. Dalla mia c’è pure quel professore polacco di letteratura inglese che ha scritto un libro spassoso sugli americani, tradotto anche in italiano. Lì per là non mi ricordo il nome, ma tu certamente si. Invece il mio amico Harvey Molotch, di cui sta per uscire un libro spettacoloso Public toilets. The Politics of Sharing, sulle toilettes pubbliche newyorkesi, e che in autunno verrà a parlare alla Bocconi, sostiene che gli americani si vergognano di parlare nei cessi pubblici. Io dico di no, chissà come la pensano i tuoi lettori. Ma anche in questi infimi benché frequentatissimi e strategici spazi pubblici, esiste una etichetta.

Il professor Martinotti ci lancia un quesito, tipico maschile: parlate o no col vostro vicino facendo pipì?
 

Guido Martinotti

18 Risposte - rispondi       Share
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Risposte
No. Ma è necessario parlare mentre c'è la minzione? Mah... In una giornata i minuti per i bisogni non arrivano a 10. Che necessità c'è di parlare anche al gabinetto? Io mi lavo sempre le mani dopo aver fatto pipì.
Anonimo
Non pensavo che la sociologia si annidasse anche nei cessi. Non si finisce mai d'imparare.
Anonimo
I bagni maschili così come gli spogliatoi di palestre o di circoli, così come le saune e gli hammam rappresentano nell'immaginario maschile dei luoghi conviviali. Per tanto è umano che ci si rilassi anche mentre si fa la pipì! Da architetto suggerisco di abolire gli orinatoi superstiti a favore del classico vano bagno per una pipì più privata ed intima in tutto il mondo!
Anonimo
Nontiscordardime...oddio.. qualche volta mi è capitato.. magari stavamo già parlando prima e non ci simnao interrotti.. ma perchè? Le donne parlano anche tra un bagno e l'altro! eh!
Nontiscordardime
ho notato con piacere che nelle risposte non c'è mai il verbo pisciare.Bene,si può invece dire con più eleganza: fare la pipì
Anonimo
Lina SotisDifficile intervenire in un soggetto così maschile. Non mi ero mai posta il problema e quando Guido Martinotti mi ha raccontato che nasce un letteratura sul soggetto sono rimasta molto colpita. Non si finisce mai di aggiornarsi.
Lina Sotis
Ancamalivorrei tanto conoscere il nome del professore polacco e il titolo del libro giuro!!!
Ancamali
ma non so se cìè necessità, forse qualcuno lo fa per distrarsi, altri per spavalderia. in genere in Italia nessuno parla, ma non solo nei gabinetti, anche in altri luoghi pubblici. Gli italiani, specie di còasse media sono molto "uptight" come dicono in US. Ti lavi sempre? Bravo! GM
Anonimo
Anche io, maledizione! E' stato un libro abbastanza di successo sul carattere degli americani di un professore di letteratura. Perso con qualche neurone volatilizzatosi
Anonimo
assolutamente!
Anonimo
Lina, ma come, la cinematografia è piena di storie basate sui cessi americani!Gangster che cercano le loro vittime guardando di sotto in su mentre le vittime stanno in piedi sul bancone; gentiluomini ubriachi fradici che crollano nei bagni dei grandi alberghi eccetera. Quello delle signore si chiama invece "powder room" che oggi assume un significato ambiguo. Eccectera. se se ne occupano tanto sceneggiatori e registi una ragione ci sarà pure e i sociologi non sono da meno, quanto a curiosità.
Anonimo
Ma bene! E' più carino come nella canzoncina francese,"faire pipì sur le gazon pour emmerder le papillon. Pipì, gazon etc etc
Anonimo
chissà poi perché. Comunque non credo la proposta avrà molto successo. In tutto il mondo ci sono i pissoirs, ce lo insegna Duchamp, o no?
Anonimo
Professore, ma da dove scrive da New York?
Anonimo
Lina SotisCaro Guido, vedo che rispondi a tutti. Ci racconti come funzionano i blog in U.S.A. E' vero che stanno tutti attaccati a internet? Noi ci sentiamo una piccola comunità eletta.
Lina Sotis
ciao guido! meglio parlarsi che sbirciarsi sospettosi,curiosi o vogliosi tra una sgrullata e l'altra. o no?
Anonimo
NontiscordardimeMa signor Alessandro!! ahahahahaha Comunque è vero.. a stò punto meglio parlare che avere invidia delle cose altrui. :P
Nontiscordardime
Amara riflessione. Anche sui bagni almeno quelli maschili in Usa possono fare dei film capolavoro (da Intrigo Internazionale a Mission Impossible a Il testimone). In Italia si potrebbe imbastire solo una trama per i Vanzina.
ora et cataloga
 
 
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