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| martedì 18 maggio 2010 |
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LIVIA ''I cannibali sono fra noi''
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Cara Lina
Hai mai pensato che i cannibali esistono ancora oggi? E non sto parlando delle sperdute popolazioni dell'Amazzonia o dell'Africa nera. Sto parlando di una città come la nostra, come Milano (ma potrebbe essere anche Roma, Parigi o New York). E' un pensiero che mi ritorna spesso dopo aver letto un libro sui costumi delle popolazioni primitive, dove ho scoperto che cibarsi del cervello o di una parte del corpo del nemico o prendere il suo scalpo non era una crudeltà fine a se stessa. Al contrario era una cerimonia grandemente simbolica, con i suoi rituali e le sue attenzioni: perché cibarsi del cuore o del fegato del nemico significava prendere per se stessi il suo coraggio, le sue doti, il suo potere o le sue virtù. Abituati alle semplificazioni della cinematografia, dove ci fanno spesso vedere questi "primitivi" come i cattivi o come qualcosa di orripilante, leggere cosa significava esattamente la parola cannibale mi ha molto stupito.
E adesso ho fatto lunghe riflessioni, delle quali vorrei sapere cosa pensi. Ovvero che i cannibali esistono ancora oggi, solo che hanno cambiato i rituali. Perché che cosa si fa oggi negli uffici e spesso incosciamente per strada o perfino in famiglia se non cannibalizzare l'altro? Appena uno è più debole ci si "ciba" della sua scrivania, delle sue amicizie, della sua donna o del suo uomo, delle sue possibilità o qualità. Ecco, secondo me i cannibali moderni sono questi. Perfino peggiori di quelli primitivi, perché le cerimonie non esistono più e i metodi sono molto più sbrigativi.
Livia De Cesaris
Che visione avete della società in cui vivete? Vi sentite cannibalizzati? O pensate che intorno a voi ci sia chi possa aiutarvi senza chiedere niente in cambio?
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LIVIA
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Risposte
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Verità per verità: ritualizzare il cannibalismo saziava ed esorcizzava la necessità, ora la voracità è un pozzo senza fine e nemmeno aiuta più a trovare il senso e il perchè. Dopo averti divorato sto male più di prima. Lei ha toccato un tasto di quelli...
Anonimo
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Io per indole sono sempre disposta a fidarmi del prossimo. E' pur vero che solitamente tendiamo a circondarci di persone simili a noi, agli altri si dà del lungo. E poi ok essere buoni ma..non scemi. Noi abbiamo un "amico" tirchissimo, infatti ci frequentiamo poco, ma credo che lui abbia proprio pochissimi amici. Boh non so se ho reso, buonanotte, ho letto Gabriele Corradi e vado a riposare. D
Anonimo
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si i cannibali esistono eccome!!!!!!!!!quanto sono stata magnata...!!!!si triste ma vero, e mi si dice che bisogna farsi scivolare tutto: ma i morsi staccano pezzi di carne, mica sono gavettoni;-)
towanda
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Livia, ha toccato un tema davvero attuale e inquietante! Devo ammettere che in passato mi sono data in pasto a cannibali nel mondo del lavoro. La manipolazione che si gioca sullo stato di necessità di una persona che ha bisogno di lavorare è mostruosa. Ma non credo che i cannibali contemporanei mangino gli altri credendo di appropriarsi delle loro qualità. Divorano semplicemente perché vogliono sempre crescere!
Ancamali
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Io ne ho avuta esperienza. Ho letto che in alcune nazioni i mobbizzati sono milioni. Esserlo è fonte di ansia, di stress. Tuttavia, chi se la prende con i più deboli è spesso fragile, nel senso che se si riesce a trovare il coraggio di reagire, non si viene più attaccati.
Una riflessione più ambia può dimostrare che questo fenomeno è conseguenza della secolarizzazione ...
Anonimo
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... aggiungo, per completare, che, quando l'uomo non sente giudicata la propria condotta, può non porre limite alla liberazione dei propri istinti. Posso fidarmi di un uomo che fonda la propria condotta su se stesso e non si sente mai giudicato, e di dover rendere conto un giorno delle proprie azioni ? La secolarizzazione ha dato libertà, che è una cosa buona, ma così ha anche liberato i peggiori istinti.
Anonimo
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Negli ambienti familiari e lavorativi si può essere aggrediti. In un modo spesso tanto sottile quanto sfibrante. La paura di un attacco, verbale può diventare una ossessione. Ma ci si deve rafforzare, corazzare, si deve reagire. Chi attacca lo fa su un punto debole, che può essere una mancanza o un difetto. Bisogna essere accorti, mascherare i punti deboli e fare il proprio dovere nel lavoro e a casa. Può aiutare uno psicologo. Ci si deve poter sfogare in famiglia. Bisogna essere forti.
Anonimo
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Ma perchè Giulio dovremmo nascondere le nostre debolezze? Non sono d'accordo. Il lavoro è una cosa, ma tra gli affetti, perchè mai dovremmo falsarci? Chi ci ama, lo fa anche per questo. Non siamo perfetti, senno saremmo tutti uguali. Daniela
Anonimo
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Daniela, non parlo degli affetti, di coloro che ci amano, ma di chi cerca pretesti, andando a scovare i nostri punti di maggiore fragilità, per attaccarci. In famiglia, una madre affettuosa accetta e cura le debolezze dei figli, i quali gliele manifestano, anche per essere confortati e aiutati a superarle. Non dobbiamo, non possiamo aprirci a chiunque.
Anonimo
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Secondo la legge della natura non sopravvive la specie più forte ma chi si adatta prima la cambiamento,è un periodo di cannibali questo?sì!!!!!per non farsi soffiare la scrivania o farsi mettere in cattiva luce bisogna solo essere capaci di essre più cannibali di un'altro.Qulache brava persona in giro c'è ancora,poche....
theking1974
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Chissà perchè il cannibale di Livia lo vedo vestito con la giacchetta blu, la camicia bianca e spesso con un gessato. La cannibala è più difficile da connotare. Ci proviamo? Sicuramente il cannibale indossa spesso gli occhiali da sole. Non vuol farsi riconoscere alla prima occhiata.
Lina Sotis
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Leggendo questa lettera mi sono ritrovata: vivo fra i cannibali. Ogni volta che arrivo in ufficio ho paura di travare qualcuno seduto sulla mia scrivania. Come difendersi?
Anonimo
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Ha proprio ragione Lina: i cannibali di oggi vestono abiti gessati e indosano camice bianche. E mi fa piacere che il mio sentimento abbia toccato un tasto sensibile. Lo scopo della mia lettera, infatti, era proprio questo: capire se c'è un modo per combattere i cannibali di oggi che non sia diventare come loro. Accetto suggerimenti.
Anonimo
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Livia ha proprio toccato un tasto che mi sta a cuore: quello di come la nostra società sia tornata a forme primitive di rapporti. Al di una volta, senza fare passi in avanti. Ed arrivare a capire che il mio benessere è anche il tuo benessere e arrivare a capire che siamo collegati gli uni agli altri: per cui va fatto fronte cotnro il nemico cattivo e non ci si ciba del del vicino, in particolare di scrivania
Anonimo
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Ho cambiato 5 giornali nella mia vita professionale e tutti i miei compagnetti di strada mi ricordano con affetto. Pensate ad un cannibale, in pensione, ha solo ricordi amari di persone che gioiscono perchè lui non c'è. Accusate i cannibali vicino a voi, scrivetene, sarà liberatorio.
Lina Sotis
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Chissà come sono ridotti, i cannibali in pensione!? Ma ne avranno di ricordi? Forse erano talmente presi a ingoiare vite altrui che non si accorgeva nemmeno dell'effetto che tali atteggiamenti potessero avere sulle persone. E poi: ma avranno ottenuto ciò che si erano prefissi? Fagocitando scrivanie, sedie, scaffali e persone, saranno arrivati al loro personalissimo traguardo?
Anonimo
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Mi immagino la faccia di San Pietro quando se li vede arrivare alle porte del Paradiso...Ma mi sa che anche Lucifero sarebbe in difficoltà...
Anonimo
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Domani è sabato il cannibale non può indossare la sua divisa d'ordinanza, chissà com'è un cannibale vestito casual? Scoviamolo.
Lina Sotis
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Per me il cannibale non si veste casual. Il cannibile è un uomo nudo: solo che non sa di esserlo proprio come in quella storia dell'Imperatore vanitoso e molto sciocco e tirannico che credeva si essere riccamente vestito (e che si fece gabbare fior di denari dai sarti fasulli) e che venne smascherato da un bambino. Io, il cannibale, me lo immagino così. Pietosamente nudo.
Anonimo
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Per me ha proprio ragione silviadelcuore, il cannibale non ha un vestito del sabato, è sempre lo stesso: perché il suo è un atteggiamento dell'animo, non dell'aspetto
Anonimo
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Forse più che individuare una specie minacciosa che si aggira tra di noi sotto mentite spoglie, sarebbe meglio riconoscere che a tutti può capitare nella vita di essere cannibale, anche solo per 10 minuti: come quella volta che hai spacciato per tua l'idea del più modesto compagno di banco, oppure quando hai barattato un'amicizia per una folgorante passione dalla scadenza imminente, breve come quella di uno yogurt senza conservanti.
pepasaera
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Però, che saggezza!
Lina Sotis
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Infatti... io un pò cannibale mi sento.. però mangio con moderazione! Mentre il mio collega che mi ha fregato il progetto è molto cannibale, ma tanto tanto. La cosa che èiù mi da fastidio è che lo aiuto pure! E che scopro? Che va a lamentarsi in giro del fatto che lo aiuto poco!... lo aiuto poco a fare in modo che mi porti via il progetto per il quale mi era stata assicurata la promozione... ma si che mangi pure.. prima o poi gli verrà una bella indigestione.
Nontiscordardime
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