|
|
TERESA PALLUCCHINI Cambiare si può
Uno degli obiettivi di un percorso psicoterapico è “cambiare”. Spesso la richiesta coinvolge la modifica del partner: E’ possibile? Pensiamo alle donne maltrattate: molte rimangono in una relazione malsana e perversa. Perché? Anche se hanno le possibilità economiche per uscire dal “deserto” non ci riescono. E’ un profondo bisogno di dipendenza che imbriglia le donne in rapporti impossibili oppure è un profondo istinto di “maternage” che ci fa credere che riusciremo a modificare i nostri partner. Forse dobbiamo pensare alla coazione a ripetere? La psicoanalisi ci ha fatto capire che noi ci ritroviamo spesso in copioni già scritti.
Pensando alla trasformazione/cambiamento ci riferiamo tanto a obiettivi limitati, quali smettere di fumare o metterci a dieta, ma possiamo anche pensare a scelte di vita radicalmente diverse, affettive e/o professionali.
Ricorriamo ad una metafora di Jean Claude Kaufmann: la nostra personalità può cambiare perché assomiglia alla doppia elica del codice genetico, nella prima ci sono gli apprendimenti che ci consentono di agire nel quotidiano ( norme che usiamo in modo automatico), nella seconda ci sono i nostri pensieri interiori, i progetti e i sogni, il cambiamento avviene nella possibilità di influenzare la prima elica.
Le trasformazioni sono complesse e dolorose, non impossibili.
Vorrei sentire le vostre esperienze e le vostre testimonianze…
LINA SOTIS Le vacanze, che fatica
Chi non ha mai provato l’ansia da vacanza, alzi la mano. Prima di contarle vediamo di riassumere cos’è questo stato febbrile che pervade tutti gli esseri umani che amano programmare la loro vita, che non si lasciano andare al caso, che detestano l’idea della decisione all’ultimo minuto, soprattutto essendo soli. La vertigine “cosa faccio?” normalmente inizia alla fine di giugno, quando oltre che a se stessi bisogna dare una risposta agli altri. Dove vai? Cosa fai? Con chi? Ecco gli interrogativi più temibili per chi ancora non ha una base, un invito, un’idea. A parte i soldi, basilari per qualunque partenza, c’è anche la questione psicologica: anche una donna ricchissima e un miliardario, se non hanno una meta, amicale, possono soffrire di questa ansia annuale, che scompare anche se si ha solo una settimana coperta. I giovani viaggiano da soli, adorano esplorare posti nuovi, conoscere, cambiare, flirtare e l’anno dopo ricominciare da capo. Finché si hanno dei bambini le vacanze girano intorno a loro. Ma se si è una single o un single d’età piacerebbe avere le idee più chiare di dove si va, chi si incontra, chi si potrebbe incontrare. Per le coppie ogni luogo è perfetto, se il posto è deludente sarà sempre colpa dell’altro. Se gli italiani non partissero tutti ad agosto e le città non si svuotassero il problema non ci sarebbe: nessuno ti chiederebbe “dove vai?”, “ cosa fai?” e tutti farebbero delle vacanze, intelligenti, quando gli pare o quando capita l’occasione. Insomma per chi è solo e senza meta agosto può essere una lunga domenica vuota.
Hai mai provato l’ansia vacanze?
Dove vai?
Con chi?
|
|
|
|
|
| |
|
| |